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CORSERA LA GUERRA DI GAZPROM, RIDOTTI I FLUSSI VERSO L'EUROPA, LA FRANCIA RIMANE A SECCO. EFFETTI BRUTALI VERSO ECONOMIA EUROPEA

Mosca 18 giugno 2022 by Alexej Baradov 

La guerra di Gazprom verso l'Europa è iniziata. I flussi di gas sono stati ridotti e come nel caso della Francia addirittura azzerati. Mancano 50/60 giorni ai primi freddi nei paesi del nord Europa. La Guerra del gas farà moltiplicare i costi di gestione delle abitazioni con riflessi negativi sulle economie interne del vecchio continente. Probabilmente a subirne l'impatto negativo sarà il settore turistico e agroalimentare. 

Il costo del metano alla borsa di Amsterdam è balzato del 43% in una settimana, passando da 82,5 a 117,74 euro, con un picco di 134 euro al MWh registrato dopo i nuovi tagli resi noti dai russi. Il trend potrebbe peggiorare e sulla tenuta degli stoccaggi comuni in vista dell'inverno nelle capitali europee comincia a pendere un minaccioso punto interrogativo.

La giornata si è aperta con le brutte notizie per l'Italia. A fronte di una richiesta giornaliera da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi, Gazprom ha comunicato che ne fornirà solo il 50%.

 

Solo qualche ora dopo è stata la Francia a rendere noto di non ricevere più metano via gasdotto. Lo stop in questo caso, è la spiegazione arrivata da Berlino, non è l'effetto di una nuova decisione russa bensì della stretta di Mosca sui flussi lungo il Nord Stream 1, che porta energia in Germania.

Tagliando il gas verso i Paesi europei più orientali Mosca crea un effetto domino che si propaga quasi per l'intero continente. E anche al fornitore slovacco Spp la Russia ha comunicato che, a giorni, le consegne saranno dimezzate. Nelle cancellerie europee ormai non hanno più dubbi: quella di Mosca è una "decisione politica", come ha sottolineato il cancelliere tedesco Olaf Scholz all'indomani della stessa accusa lanciata dal premier Mario Draghi, che ha liquidato come "bugie" le motivazioni tecniche addotte da Gazprom.

Un'azione ritorsiva, insomma, anche a seguito dei sei pacchetti di sanzioni imposti da Bruxelles. "La Russia è pronta a fornire all'Europa il gas di cui ha bisogno per riempire gli stoccaggi in vista dell'inverno a patto che non ci siano ostacoli politici", è stata d'altra parte la limpida spiegazione fornita oggi dal ministro dell'Energia russo Alexander Novak in un'intervista alla tv Rossiya 24. Il problema è che, rispetto a qualche settimana fa, il ventaglio di risposte a cui può accedere l'Ue è limitato: la pistola delle sanzioni sembra alquanto scarica sia per il graduale esaurimento dei settori sanzionabili sia per l'impossibilità di un'intesa sull'embargo sul gas. Anzi, la battuta che circola in queste ore nei corridoi di Bruxelles è che all'embargo al metano russo ci stia pensando direttamente Putin.


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