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VERONICA LARIO VITTIMA O REGINA ? 41 DONNE ITALIANE SCRIVONO UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI.

Roma 2 Giugno 2009 (Corsera.it )di Matteo Corsini

Cari 405.000 Lettori,

mi sono mangiato una pizzetta questa sera e poi sono tornato per scrivere un articoletto che mi è venuto in mente tra una birra e un'altra,ma nella posta elettronica c'era questa lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,scritto da 41 donne italiane.Ne sono lieto e abbiamo deciso di pubblicarla.Il titolo dell'articolo che avevo immaginato appare perfetto,e questa coincidenza giornalistica forse illumina un sentiero luminoso che chiediamo ad altre donne di percorrere,tante altre Veronica Lario,tante altre nostre madri,nostre figlie,sorelle con dignità per costruire un'Italia diversa,cacciare i mercanti dal tempio,disse qualcuno,io intendo la RAI e MEDIASET e poi il resto.

Questa mattina ha aderito anche Pinuccia Stucchi alla lettera aperta.Continuare a scrivere.redazione@corsera.it

 

Egregio Presidente,

 

siamo un gruppo di donne di età compresa fra i 20 e gli  80 anni, abbiamo formazioni, idee personali , politiche e orientamenti  religiosi diversi. Molte di noi sono madri, come donne e madri Le scriviamo.

Abbiamo seguito con crescente disagio le Sue libere esternazioni, battute, barzellette che in varie occasioni hanno esplicitato in Lei un' idea  della donna da ....

(segue all'interno la lettera aperta-se volete sottoscrivere la lettera scrivete a redazione@corsera.it )

 

 

.....commedia all’italiana. Purtroppo una parte degli Italiani ride, vi si specchia  e pensa ai fatti suoi,ma all’estero di tanta tracotanza non ridono. Anzi, all’estero ridono, ma di noi, di Lei Presidente. Pur disorientate e a disagio siamo state in silenzio, ma ora no, non possiamo più farlo.

 

Noi per questo siamo indignate, Lei ha coinvolto una famiglia, un’adolescente, nei suoi giochi, “bruciando” la loro vita. Come si sentirà questa ragazzina a scuola, tra gli amici, assediata, non protetta da nessuno, annichilita dai suoi sogni di gloria mediatica? Come sarà il suo futuro?  Purtroppo, come anche la Chiesa italiana ha fatto presente, è terribilmente diffusa questa sub-cultura dell’apparire, del velinismo ad ogni costo. Questa sciagurata moda è diffusa come la peste, dilaga nel vuoto dei valori e della dignità umana, nell’assenza della famiglia, nella mancanza del senso dei diritti umani e del collettivo. Purtroppo, Presidente, Lei con i suoi comportamenti rafforza tale mentalità.

SI DIMETTA, Presidente, per restituire dignità all’Italia.

SI DIMETTA per salvare questa ragazzina, Noemi, e ridare dignità a lei e alla sua famiglia.

SI DIMETTA perché alla guida dell’Italia non vogliamo persone che mentono e offendono le donne.

Non crediamo che Lei abbia portato fino in fondo la corruzione di questa  creatura. Pensiamo invece che Lei si sia “ornato” di gioventù e bellezza, per dimenticare affannosamente vecchiaia e decadenza, riflettendosi in occhi ingenui, pieni di ammirazione, sognanti i successi dell’apparire.

 Presidente, lasci stare ceroni, lifting, riporti, battutacce allusive, belle ragazze, un’accozzaglia di cortigiani che non Le dicono mai “Il Re è nudo!”, si dimetta e nel silenzio dei clamori politici e mediatici, rifletta sul senso della vita. Approfondisca una religione, si rivolga a degli specialisti che possono aiutarci ad accettare quello che non riusciamo ad accettare. La vecchiaia è una fase della vita, inevitabile. Può essere l’età della saggezza, come un bel tramonto dorato, se riusciamo ad accettarla.

Non faccia come Mazzarò in “La roba” di Verga che, invidioso della giovinezza, percuote i suoi contadinelli. La sua “roba”, il potere, i soldi, il fascino non potranno venire con Lei nella morte. Accetti l’invecchiamento, si goda un po’ la Sua famiglia, dia un senso “a quello che un senso non ce l’ha”, dice il buon Vasco. Poi, sicuramente tornerà nella vita politica in modo diverso, rinnovato. Sicuramente potrà portare ancora per tanto il Suo contributo di esperienza e intuizione nello scenario politico italiano. Ma ora no, così no.

Si dimetta, per favore.

 

Seguono 41 firme:

Antonella Agati,

Annapaola Santarelli,

Patrizia Cembran,

Susanna Dabalà,

 Raffaella Correga,

 Loredana Benvenuto,

 Gloria Biancifiori,

 Maria Streidner,

 Silvia Agati,

 Elena Vella,

 Teresita Rosati,

Annalisa Arcangeli,

 Alessia Nardi,

 Fulvia Ceccotti,

 Anna Tinelli,

Annalisa Cibello,

 Francesca Cibello,

 Giulia Pietropaolo,

 Franca Zucalli,

Dorina Tommasi,

 Albina Tommasi,

 Anna Kuzmin,

 Paola Corradi,

 Emanuela Giambartolomei,

Sara Vicario,

 Anna Marina Galleani,

Paola Galleani,

 Elisabetta Campiani,

 Angela Pellegrino,

 Francesca D’Alessandro,

 Renata Mulas,

Beatrice Giaquinto,

 Michela Faraglia,

 Maria Pia Casale

Anna Pensa

Claudia Di Zenobio

Giacometta Racca

Bruna Carlomagno

Maria Chiara Gentili

Rina Mallardo

Annapaola Agati

 

 

La vicenda che riguarda Lei, Noemi Letizia e la famiglia di questa ragazza non è più un fatto privato dal momento in cui Lei, Presidente del Consiglio, si è  rifiutato di dare una spiegazione semplice,univoca e coerente.

Lei mente, Presidente, mente e ha mentito alla Nazione che guida e che rappresenta all'estero.

 


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