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CORSERA COVID-19 THE BIG FIVE OMICRON EFFETTO PORCUPINE COME LA VARIANTE AGISCE NEL CORPO UMANO PROVOCANDO LA MORTE

Los Angeles 4 luglio 2022 by Alan Parker ai confini del mondo conosciuto

The BIG FIVE conosciute in Africa come le cinque belve feroci più difficili da cacciare. In Africa dove il Covid-19 si diffonde a macchia di leopardo e con gravità estrema, cominciano ad affibbiare ad ogni variante il nome dei loro simboli più caratteristici, gli animali della savana, letali come la pandemia che aggredisce l'umanità intera. Ci si domanda in queste ore se la medicina moderna sia anche questa volta riuscita a sconfiggere un male tanto oscuro e letale, oppure siamo soltanto alle battute iniziali di un calvario che durerà per anni. Il covid-19 si replica, come sappiamo, si moltiplica e si diffonde in una moltitudine di varianti che agiscono sul corpo umano come gli aculei di un istrice, da qui la teoria del Porcupine, della infezione contenuta all'interno dell'organismo umano, sopratutto negli asimtomatici e che ad ogni fase ulteriore, vale a dire ad ogni nuovo contatto, riprende vigore e si diffonde, aggressiva, minacciosa della stessa esistenza della civiltà umana. Ciò che rimane dentro di noi, dopo aver contratto il coronavirus, è quanto deve più preoccuparci, poichè dall'interno del nostro organismo, si originano e si diffondono le fasi successive della malattia. Siamo portatori sani, ma non solo. Nessuno sa ancora oggi, cosa accade in un organismo infettato da Omicrom 5. Gli effetti collaterali che qualcuno oggi definisce variante Porcupine. 

Una variante più aggressiva potrebbe giacere dentro ognuno di noi, oppure essere scivolata all'interno di un altro organismo animale, e trasformarsi in qualcosa di altro, di sconosciuto, che ci arriverà addosso come la prima ondata pandemica, quando l'intera popolazione mondiale era indifesa e l'unica via di salvezza fu dichiarare il coprifuoco a livello mondiale, i famigerati lockdown. Ricordiamoci sempre che ognuno di noi è un untore il diffusore letale dell'infezione, un trasformatore virale, che con i suoi aculei arreca il peggiore dei mali al  vicino di casa, al proprio partner, ai famigliari. Immaginatevi come dei porcospini, dei topi la cui schiena è irta di aculei e che senza proteggervi, provocherete ferite e danni inimmaginabili agli altri esseri umani. La variante OMICRON BA.5 si diffonde così, prende piede e si diffonde con la ripresa della normalità dei nostri gesti quotidiani, ma proprio qui si nasconde il pericolo di una successiva diffusione, una variante ben più perisolosa di BIG FIVE, un concentrato di varianti, di "belve feroci", come animali della savana, che ci aggrediranno all'improvviso, essendo noi inconsapevoli, della capacità del virus di mimetizzarsi, di rendersi alle volte inosservabile, ma che lentamente cresce dentro l'organismo umano, come un parassita inestirpabile. Ricordiamoci sempre che cataclismi endemici hanno spinto alla estinsione dei più grandi mammiferi della terra, i dinosauri e che ancora oggi non sappiamo se questo sia accaduto per catastrofi naturali terremoti  o una malattia infettiva. Noi siamo la civiltà, ma alle volte non mettiamo sufficiente attenzione ai nostri comportamenti e questo significa che stiamo continuando a trasmettere il virus ed ogni sua variante verso tutti gli altri individui provocando loro la morte.

 

Alan Parker 

CorSera.it 

 

Intervista di Pregliasco .

A oggi, ci troviamo nel bel mezzo di una fase di transizione rispetto a un andamento endemico del covid-19, al termine della pandemia in senso stretto. Ciò non vuol dire risoluzione o archiviazione del problema, ma necessità di una convivenza con il virus. Possiamo immaginare l’andamento del virus come delle onde, quindi non un valore costante, ma ondulazioni oscillanti che assomigliano, auspicabilmente, alle onde provocate da un sasso in uno stagno, cioè a tendenza nel futuro a una riduzione di queste.  Vedi sul caso l'articolo di Alan Parker " Stone in the pond " del 18 giugno 2020 che prefigurava l'estensioine del virus esattamente come descritto dal professor Pregliasco qualche mese dopo.  https://www.corsera.it/notizia.php?id=8348

Con l’insorgenza della nuova variante Omicron BA.5 e la ripresa dei contagi seppur con una sintomatologia molto più lieve, il punto interrogativo sulle sorti della diffusione del virus nei prossimi mesi ha riacceso il famoso campanello d’allarme che, per un breve periodo, avevamo tenuto spento. 

Inoltre, l’arrivo delle vacanze, più che mai ci porta a prendere precauzioni per un’estate più sicura e, si spera, covid free. Ma sarà davvero così? Lo abbiamo chiesto al professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.

 

 

Eravamo già in pre allerta per un rialzo dei contagi in autunno, ma la presenza di questa nuova variante Omicron BA.5 ci ha sorpreso - spiega il prof. Fabrizio Pregliasco -. 

Questo virus presenta una contagiosità estrema, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, con un R0 che oscilla tra i 15 e i 17: basti pensare che la variante Wuhan aveva un R0 di 2.5, mentre la Delta di 7!. Questi valori rappresentano il numero medio di casi secondari rispetto a un caso indice, quindi valori che la rendono molto più temibile (una persona può contagiarne altre 15 o 17)”.

 

L’insorgenza di questa variante, un po’ più benevola, ma non troppo (errore considerarla come una semplice influenza!), è un virus ‘adattato’ che si replica nelle prime vie aeree, sviluppandosi poi in raffreddore, cefalea e anche qualche caso di dissenteria, con esiti di malattia però inferiori. Questo perché la maggior parte della popolazione si è vaccinata oppure si è ammalata o ancora si è vaccinata e ammalata e guarita. Quindi un background di risposte immunitarie che, spesso e volentieri, non hanno impedito l’infezione, bensì hanno garantito un decorso più banale.

In questa variante, al momento, è possibile individuare un elemento di rischio nel prossimo futuro, dovuto senz’altro a un incremento fisiologico che, negli ultimi tempi, ha portato a un ritorno alla ‘vita normale’ più concreto grazie alle vaccinazioni, con meno restrizioni, meno utilizzo di mascherine, ma, di conseguenza, con una maggiore esposizione al contagio, elemento importante di cui bisogna sempre tenere conto”. 

“La buona notizia è che, secondo un recente studio, nell’Omicron 5, il Long Covid è presente, ma in percentuali minori rispetto alle altre varianti - continua l’esperto -.  Il vero problema è che, con tanti casi, il risultato finale potrebbe essere meno in termini percentuali, ma più elevato in termini di casi assoluti. Questo è quello a cui dovremmo far fronte in futuro, perché il covid non è solamente la malattia nelle fasi acute e gravi, con i sintomi parainfluenzali, ma anche e soprattutto gli strascichi, come tutte le infezioni.

Ritengo che gli ultraottantenni debbano assolutamente procedere con la quarta dose di richiamo per dare un rinforzo in più alla risposta immunitaria e alle cellule T della memoria. 

Presumibilmente il prossimo autunno, saranno disponibili vaccini per la variante Omicron, utilizzando come base l’ultimo virus, e sarà prospettata con molta probabilità anche una campagna vaccinale simile a quella dell’influenza, con una proposta di richiamo per tutti, ma che sia più stringente per i fragili”. 

Le precauzioni per l’estate

“Per quanto riguarda l’estate, ovviamente, non abbassiamo troppo la guardia, usiamo le mascherine come se fossero occhiali da sole, soprattutto per le persone fragili o per i caregiver che difendendosi, difendono anche i propri familiari.


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