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CORRIERE.IT CORSERA MATTEO CORSINI IMMOBILIARE OPINIONI ROMA CASE INAGIBILI VENDUTE A PESO D'ORO DA SOTHEBY'S E CHRISTIE'S

Roma Roma 25 luglio 2022

Mercato immobiliare. Come detto continuo a riscontrare che sul mercato romano le case inagibili continuano ad essere vendute a  peso d'oro, senza che vi sia alcuna informazione del fatto dagli annunci commerciali.Una casa priva del certificato di agibilità non vale pressochè niente, dovendo la stessa ottenere i requisiti, quindi nel caso di condono edilizio insistente sulla proprietà, nuovo certificato statico, aderenza alle normative statiche e sismiche. dietro ai brand delle case d'aqsta internazionale si celano operatori immoblliari che non possiedono alcuna qualifica accademica per rispondere a tali esigenze del mercato e continunao a prpinare affari d'oro di case che sono inagibili, quindi la loro stima è ingannevole sotto il profilo economico. Quando vi trovate difronte ad un immobile rivolgetevi sempre prima ad un tecnico professionista qualificato vale a dire che abbia un titolo accademico valido ingegneri architetti che possano redigere per voi una relazione tecnica idonea a stimare l'immobile in riferimento alle normative vigenti. Diffidate da chi vi dice che l'agibilità a Roma non è necesaria per i fabbricati costruiti anteriormente al 1967. L'agiblità a Roma ad esempio nasce fin dal 1865 .

Nel nostro ordinamento l’obbligo di ottenere il permesso (allora) di abitabilità per gli edifici a destinazione residenziale risale al 1888 (artt. 39 e 40 Legge 22 dicembre 1888 n. 5849 successivamente trasfuso nell’art. 69 del R.D. 1.VIII 1907 n. 636) ed addirittura per alcune città, come ad esempio Roma, l’abitabilità delle abitazioni veniva sottoposta a controllo del Sindaco già dai regolamenti edilizi più antichi (ad es. il regolamento supplementare, per la parte edilizia e di polizia urbana della città di Roma, che integrava il regolamento edilizio e di pubblico ornato del 1864). Successivamente il permesso di abitabilità venne disciplinato dall’art. 221 TU leggi sanitarie,  approvato con RD 27 luglio 1934, n. 1265 ed attualmente dall’art. 24 del T.U. in materia edilizia, DPR 380/2001 che ha ricondotto ad unità con il termine “agibilità” i termini “agibilità/abitabilità” nelle precedenti normative utilizzati, il primo per gli immobili ad uso diverso dall’ abitativo, il secondo per quelli ad uso abitativo.

In ogni caso anche per le “vecchie costruzioni” vi è l’obbligo da un lato, di rispettare e conformarsi alle norme igieniche ed ai requisiti di abitabilità di cui alla normativa in materia igienico/sanitaria ed in ogni caso dall’altro, di munirsi del certificato di agibilità ove, medio tempore, siano stati realizzati sul manufatto come accaduto nella specie interventi edilizi nel periodo appunto di vigenza della normativa che prevede l’obbligo di dotazione del suddetto certificato.

Orbene, come noto il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici ed in quanto tale è considerato elemento essenziale nelle compravendite di unità immobiliari aventi destinazione abitativa ciò in considerazione del fatto che mediante la sottoscrizione del contratto di compravendita l’acquirente intende non solo ottenere la proprietà dell’immobile ma anche servirsi dello stesso secondo la sua destinazione. La mancanza dell'agibilità, rendendo il bene inidoneo alla sua naturale utilizzazione, rende di fatto impossibile il soddisfacimento delle esigenze che hanno condotto l'acquirente a contrarre, determinando, per questa via, una inutilità dell'acquisto effettuato ed il perfezionamento, quindi, di una operazione negoziale antieconomica.

 

Categoria: diritto amministrativo


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