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CORSERA ROMA PRATI TRIPLICE OMICIDIO IL SERIAL KILLER DI SIMONETTA CESARONI E' RIENTRATO IN AZIONE. CARLO POMA AUGUSTO RIBOTY UNA LUNGA STRISCIA DI SANGUE

Roma 18 novembre 2022

Roma triplice omicidio, due prostitute cinesi e un viados colombiano ammazzati a coltellate nelle loro abitazioni a poche centinaia di metri di distanza. Una strage opera di un seria killer, che ha agito nell'arco di un paio di ore, forse preso da un raptus represso per anni. Riboty Carlo Poma sono in linea d'area trecento metri, la zona dunque di esercizio dell'assassino di Simonetta Cesaroni. Non c'è alcun dubbio che l'assassino delle prostitute cinesi è la medesima mano che trentanni fa, colpì senza pietà Simonetta Cesaroni. Il serial killer che nessuno ha mai trovato, la mano violenta che uccise con diverse pugnalate la povera Simonetta Cesaroni. Un fantasma, che fece molti sospetti ma nessuno mai ha raggiunto il bandolo della matassa. Una mano sapiente, un assassino invisibile, che da oltre trentanni vive e lavora in Prati, rendendo il lavoro degli investigatori impossibile. Chii troverà l'assassino delle prostitute cinesi e del trans colombiano, forse metterà le mani sul responsabile di uno degli omicidi più eclatanti d'Italia che per troppo tempo è rimasto impunito. 

Tre omicidi a Roma in poche ore. Vittime tre donne che, secondo quanto si è appreso, si prostituivano. Il primo duplice delitto intorno alle 11 di giovedì 17 novembre in via Augusto Riboty. Qui due cittadine cinesi sono state uccise a colpi di coltello. Alle 13 la terza vittima, Marta Castano Torres, colombiana di 65 anni, trovata senza vita e in una pozza di sangue in via Durazzo.

È stata uccisa con una coltellata che l'ha trafitta in pieno petto. A colpire, probabilmente, una sola mano. Un "killer delle prostitute" attualmente ricercato dalla polizia. D'altronde l'arco temporale e la distanza - circa 800 metri dividono i due scenari dei delitti - non scartano questa pista.

Il quartiere Prati è diventato così una grande scena del crimine con gli investigatori della squadra mobile e gli specialisti della scientifica al lavoro per ricostruire il puzzle e dare un nome e un volto a chi ha ucciso le tre donne. 

 

 

La lunga scia di sangue è iniziata in via Riboty. A dare l'allarme, intorno alle undici, è stato il portiere del palazzo che incrocia con piazzale Clodio, la strada del tribunale di Roma. Sul pianerottolo del secondo piano il corpo di una delle due cinesi. La vittima era nuda, in un lago di sangue, fuori dall'appartamento. Un elemento che farebbe pensare che la vittima stesse tentando di fuggire dall'aggressore. 

Allertati, in via Riboty sono accorsi gli investigatori della polizia di Stato che hanno trovato la seconda vittima. Anche lei una donna cinese, trovata all'interno di un appartamento. A colpire l'attenzione di chi indaga il fatto che nel palazzo nessuno avrebbe udito grida. Tra i presenti anche un traslocatore che insieme ad un collega stava lavorando.

L'omicidio di Marta Castano Torres 

Intorno alle 13, circa due ore dopo il duplice omicidio delle due cinesi, il ritrovamento della terza vittima. Questa volta in via Durazzo, al civico 38. Marta Castano Torres, colombiana di 65 anni, è stata uccisa con un fendente che l'ha centrata in pieno petto. Un colpo fatale. Secondo gli accertamenti della polizia il corpo era riverso nel letto. In questo caso a dare l'allarme è stata una conoscente della vittima che si è trovata davanti la macabra scena dopo aver aperto la porta dell'appartamento al seminterrato, di una palazzina che incrocia con via Gomenizza. 

 

Tutte e tre le vittime erano prostitute, come confermano fonti investigative. Non solo. Le tre donne sono state uccise tutte a coltellate: un elemento che, oltre alla vicinanza dei luoghi dove sono stati compiuti i tre omicidi, quartiere Prati della Capitale, avvalora l'ipotesi che possa essersi trattato dello stesso autore. Gli investigatori della polizia di Stato già dal pomeriggio di giovedì si sono messi al lavoro per analizzare le immagini delle videocamere di sorveglianza e i tabulati telefonici delle vittime.

L'obiettivo, da un lato, sarà quello di intercettare chi è entrato e uscito nei palazzi di via Riboty e via Durazzo. Per stringere il cerchio, inoltre, verranno analizzati i cellulari delle vittime per capire se il loro assassino aveva preso appuntamento con loro. Chi abita nel quartiere è sotto choc. Per tutti quella di Prati è "una zona tranquilla, a pochi metri dal tribunale", anche se il giro di prostituzione in appartamento qualcuno l'aveva notato. 


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