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CORSERA CORTINA D'AMPEZZO LUCA ZAIA SANDRO DE MENECH GRAND HOTEL MIRAMONTI MAJESTIC SOTTOSCHIAFFO ISPEZIONI A TAPPETO NEGLI ALBERGHI DELLA PERLA DELLE DOLOMITI VERIFICA NORMATIVE E AGIBILITA'

CORTINA 15 GENNAIO 2023 by Armando Tagliacozzo

Cortina d'ampezzo è tornata in auge dopo le vacanze dell'ex premier Giuseppe Conte. I giornali la definiscono il nuovo centro di potere. Una volta era Capalbio. Cortina d'Ampezzo si appresta nel 2026 ad ospitare le Olimpiadi invernali e si sta rifacendo il trucco e il parrucco. Molti alberghi hanno cambiato padrone e le opere di ristrutturazione sono cominciate a tutto spiano. Ma dal sito on line BellunoPress.it a firma del dr. Roberto De Nart si apprende che il governatore Luca Zaia, avrebbe ordinato delle ispezioni da parte dei vigili del fuoco in alcune degli hotel più conosciuti della Perla delle Dolomiti.Ingaggiato da una segnalazione anche lo stesso direttore del Genio Civile di Belluno l'ingegner Sandro De Menech.

 Il primo ad essere stato messo sotto le lente di ingrandimento è il leggendario Hotel Miramonti una volta luogo di ritrovo dei vip di tutto il mondo e oggi gestito dalla famiglia Zanchetta, in uno stato di degrado devastante. Gli infissi sono tutti marci, perdono acqua, copiose sono le formazioni di umidità in ordine sparso, impianto elettrico che lascia desiderare, così come lo stesso impianto di riscaldamento. Infissi, porte, perdite di acqua, cavi penzoloni, servizio in camera di pessima qualità e qualcosa che non funziona nella gestione della catena del freddo per il cibo. I clienti si lamentano, almeno quelli che arrivano attratti dalle offerte last mimute di Booking.com 700 euro tre notti compresa mezza pensione. Nella struttura si notano anche problemi strutturali con ampie fessurazioni alle pareti e all'arco portante in muratura nella entrata del secondo edificio. Per non parlare dell'asilo nido interno con cavi elettrici a penzoloni, la tenda del bar, che dovrebbe essere di tessuto ignifugo e sembra quella della sora teresa. Il Governatore Luca Zaia non ci ha visto chiaro, forse successivamente ad una sua visita nell'albergo per la presentazione di un suo libro. Ha ordinato una ispezione dei vigili del fuoco a cui è subito seguita quella dei funzionari del Comune che ha inviato un geologo tal dr. Gallo.

 

A.T. CorSera.it copyright 2023 

 

BELLUNO

Frana di Cancia, chieste tre condanne

Il pm: 4 anni ai responsabili del Genio Civile

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Frana di Cancia, chieste tre condanne

Il pm: 4 anni ai responsabili del Genio Civile

BELLUNO — Frana di Cancia, la Procura di Belluno ha chiesto la condanna per disastro colposo ai tre responsabili del Genio Civile. A loro l'attribuzione della responsabilità sulla presenza di un grande edificio in disuso, il Minoter, all’interno del bacino di contenimento costruito per fronteggiare le frane che colpiscono periodicamente il territorio di Borca di Cadore. Se quell’edificio fosse stato abbattuto (cosa che secondo il perito del tribunale Cascini doveva essere fatta), la valanga di detriti che la notte tra il 17 e 18 luglio 2009 si staccò dal versante sudoccidentale dell’Antelao provocando il collasso e il crollo della vasca e uccidendo due persone si sarebbe potuto evitare. Invece la colata di detriti colpì l'abitazione dove, quella notte - alle 4.05 - dormivano tranquillamente l'anziana Giovanna Belfi e il figlio Adriano Zanetti.

Sono due i procedimenti ancora aperti: quello per omicidio colposo plurimo a carico dell'ex sindaco e dell'ex responsabile dell'Ufficio tecnico (la procura ha chiesto tre anni di condanna per il sindaco e due per il tecnico) e quello che si è celebrato venerdì mattina, a porte chiuse, al terzo piano del Tribunale di Belluno che richiama il reato di disastro colposo a carico di Sandro De Menech, (avvocato Ravagnan di Venezia) progettista del bacino di contenimento, Ermanno Gaspari e Alvise Lucchetta (difesi da Sandro De Vecchi) responsabili dell’ufficio regionale del Genio civile, l’ex sindaco di Borca Massimo De Luca (avvocato Anna Casciarri per lo studio Paniz), il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Vanni De Bona (Annamaria Coletti per studio Viel), Antonino Buttacavoli e Luigi Asciuttio (avvocato Mario Mazzoccoli) direttore tecnico e capocantiere della ditta che costruì il bacino di contenimento.

Il rito abbreviato di venerdì è stato disposto a seguito della decisione della Cassazione, quarta sezione penale, che l'estate scorsa ha annullato con rinvio per nuovo esame la sentenza di archiviazione del gup di Belluno accogliendo il ricorso presentato da una famiglia di residenti in via Antelao. Il tribunale deve quindi valutare di nuovo l’ipotesi di reato più grave che era stata contestata dalla Procura a sette indagati, ma rispetto alla quale il giudice Giorgio Cozzarini aveva deciso nel febbraio dello scorso anno il non luogo a procedere. Ieri il sostituto procuratore Simone Marcon ha chiesto al nuovo gip, Vincenzo Sgubbi, di rifare una perizia a cura del professor Leonardo Cascini e in subordine ha chiesto l'assoluzione per insufficienza di prove per il sindaco, il responsabile tecnico e per i due soggetti che costruirono il bacino di contenimento. Il pm ha però chiesto la condanna a due anni per Ermanno Gaspari, mentre a Sandro De Menech e ad Alvise Lucchetta la condanna ad un anno e 4 mesi. Si tornerà in aula il 15 aprile, quando le difese termineranno le proprie arringhe e il giudice prenderà una decisione.

 


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