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PROCURA ROMA UNIMARCONI FORCOM CONNECTION LA FONDAZIONE DEL CONSORZIO INTERUNIVERSITARIO LA SAPIENZA TRA I MEMBRI DEL CDA

Roma 26 dicembre 2025 by Cristiana Fallaci

FORCOM: come nasce davvero

L’atto fondativo dimenticato, i nomi del potere accademico e l’origine di una cassaforte da 300 milioni

C’è un documento che oggi pesa come una prova storica. È datato 28 marzo 1990. Porta l’intestazione dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” ed è il verbale ufficiale del Consiglio di Amministrazione che dà origine a quello che diventerà uno dei più grandi paradossi della storia universitaria italiana: il Consorzio interuniversitario FORCOM.

Altro che fondazione privata.
Altro che creatura opaca.
FORCOM nasce come ente pubblico interuniversitario, deliberato dai massimi vertici accademici del Paese, con finalità chiare e vincoli rigidissimi.

Alla seduta del CdA della Sapienza del 28 marzo 1990 sono presenti – nero su bianco – il Rettore Prof. Giorgio Tecce, il Pro-Rettore Prof. Giorgio Di Matteo, e un elenco impressionante di consiglieri, docenti ordinari, giuristi, revisori dei conti. È l’università pubblica, nella sua massima espressione istituzionale, a decidere la nascita di FORCOM. 

Nel verbale sono elencati:

 Presenti

  • Rettore Prof. Giorgio Tecce (Presidente)

  • Pro-Rettore Prof. Giorgio Di Matteo

  • Consiglieri:
    Prof. Adriano Paglietti
    Prof. Luigi Frati
    Prof. Paolo Masacci
    Prof. Carlo Carboni
    Prof. Mario Ricciardi
    Prof. Vincenzo Naso
    Prof. Francesco Pitocco
    Avv. Vincenzo Muxarelli
    e altri alti funzionari e docenti

Questo è il vertice di una università statale, non un circolo privato.

 Revisori dei conti

  • Dott. Ugo La Cava

 Nota fondamentale:
la presenza dei revisori indica controllo contabile pubblico sin dall’origine.

Non un’operazione immobiliare.
Non un veicolo finanziario.
Ma un consorzio transnazionale per la formazione e la ricerca, inquadrato nei programmi Erasmus e Comett, alimentato da contributi europei, fondi pubblici e attività scientifiche.

Che cos’era FORCOM, davvero

Lo Statuto approvato nel 1990 è inequivocabile:

FORCOM è un consorzio interuniversitario pubblico;

il fondo consortile è composto da contributi delle università, programmi UE, autorità governative;

l’Università di Roma “La Sapienza” può contribuire solo in servizi e competenze scientifiche, non con capitale privato;

il governo è affidato a un Consiglio di Amministrazione composto da rappresentanti delle università consorziate;

il patrimonio è vincolato alle finalità istituzionali: formazione, ricerca, cooperazione internazionale.

È scritto tutto.
E soprattutto è scritto chi decide.

Il CdA del Consorzio FORCOM viene costruito con nomine pubbliche e trasparenti. Per la Sapienza, le designazioni passano dal CIRPS – Centro Interuniversitario per la Ricerca sui Paesi in Via di Sviluppo. Ed è proprio qui che compare un nome destinato a diventare centrale.

Il ruolo della professoressa Alessandra Briganti

Negli atti ufficiali del 1990, tra i promotori e i designati alla governance del nascente Consorzio, compare la professoressa Alessandra Briganti. Non come figura marginale, ma come accademica incaricata di rappresentare l’Università pubblica nel nuovo ente.

È in questa fase che FORCOM inizia a operare. E lo fa con un successo che nessuno può contestare:

decine di migliaia di iscritti ai programmi di formazione;

flussi finanziari annui enormi;

una crescita costante, tutta interna al perimetro pubblico.

Nel tempo, quel flusso diventa una cassaforte.
Una cassaforte che, secondo le ricostruzioni oggi al vaglio della magistratura, arriverà a valere fino a 300 milioni di euro tra liquidità e patrimonio immobiliare.

Ma qui avviene la frattura.

Dal consorzio pubblico alla “matrioska” privata

Quello che i documenti del 1990 non prevedono – e che anzi escludono – è ciò che accade dopo:

la progressiva estromissione delle università consorziate;

la trasformazione del patrimonio consortile in immobili intestati a soggetti diversi;

il passaggio da consorzio → fondazione → società → università privata.

Un processo che oggi viene definito, negli atti giudiziari, come una spoliazione.

Ed è qui che la storia assume un tratto drammatico: la stessa Alessandra Briganti, figura istituzionale all’origine di FORCOM, viene anni dopo estromessa, delegittimata, rimossa con atti che il Tribunale Civile di Roma ha definito illegittimi, perché adottati in violazione dello Statuto e dei diritti soggettivi.

La domanda che nessuno può più evitare

Il punto non è ideologico.
È giuridico, storico, documentale.

Come si è potuti passare da un consorzio pubblico, deliberato dal CdA della Sapienza nel 1990, a una galassia privata che controlla oggi un patrimonio da centinaia di milioni di euro?

Chi ha deciso, quando e con quali atti, di cancellare FORCOM dalla scena e redistribuirne il tesoro?

Le risposte non stanno nelle opinioni.
Stanno negli atti.

E quegli atti, oggi, tornano a parlare.


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