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IRLANDA CRISI.GRAN BRETAGNA CON GEORGE OSBORNE ENTRA IN CAMPO E GOAL.

Londra 16 Novembre 2010 CORSERA.IT

La Gran Bretagna è pronta ad entrare in campo e aiutare le banche irlandesi nella loro battaglia contro la crisi finanziaria.Il Ministro delle finanze inglesi George Osborne al suo arrivo all'Ecofin,ha annunciato:«Faremo quello che è nell'interesse nazionale britannico. L'Irlanda è il nostro vicino più prossimo ed è nell'interesse nazionale britannico che l'economia irlandese sia in buona salute e che si abbi un sistema bancario stabile», ha detto Osborne. «Per questo la Gran Bretagna è pronta a sostenere l'Irlanda nei passi che si renderanno necessari per riportare la stabilità».

Ricostruzione Corriere della Sera.

EUROZONA - In precedenza, la riunione dei ministri dell’Eurozona, svoltasi martedì a Bruxelles, è finita in piena notte, poco prima delle 22, senza la decisione - non ancora richiesta dal governo di Dublino - di attivare per l’Irlanda il meccanismo di assistenza e stabilità finanziaria da 750 miliardi di euro, che era stato predisposto nel maggio scorso per i paesi membri che, sotto l’attacco dei mercati, si ritrovino in serie difficoltà per rifinanziare il proprio debito pubblico. Ma la decisione, che dovrebbe essere finalizzata in particolare al salvataggio delle banche irlandesi, è oggi decisamente più vicina, con il sostegno unanime espresso dall’eurogruppo e l’avvio di una fase di «intensificazione» dei preparativi. A questo scopo, ha riferito martedì notte il ministro francese delle Finanze, Christine Lagarde, giovedì mattina una missione di esperti della Commissione, della Banca centrale europea (Bce) e del Fondo monetario internazionale (Fmi) si recherà a Dublino per entrare nel vivo dei negoziati già iniziati domenica scorsa con il governo irlandese. «Prenderemo qualsiasi misura decisiva che sia necessaria per stabilizzare il nostro sistema bancario, come parte della stabilità più in generale dell’Eurozona», ha annunciato il ministro delle Finanze irlandese Brian Lenihan. E da Washington, nelle stesse ore, l’Fmi ha confermato che parteciperà agli sforzi delle autorità europee nei riguardi dell’Irlanda, «al fine di determinare il modo migliore di fornire il sostegno necessario per limitare i rischi sui mercati». Dublino, che nel 2009 aveva un deficit pubblico già molto alto (14% sul Pil) a causa della crisi finanziaria, quest’anno viaggia verso uno stratosferico 32% sul Pil, proprio a causa del salvataggio delle banche, che, secondo fonti irlandesi, peserebbe su questa cifra per ben 21 punti percentuali