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DIRITTO AMMINISTRATIVO.MATTEO CORSINI LE FONTI DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO

 Roma 5 Maggio 2011 CORSERA.IT Studi,riflessioni e aggiornamenti sul Diritto Amministrativo per l'Encilopedia Universale di Scienze Giuridiche a cura di Matteo Corsini

L'opera titanica nella quale siamo impegnati,l'Enciclopedia universale di scienze giuridiche,sarà nel corso del tempo superata da Leggi e nuovi regolamenti,ma quello che a noi interessa è fermare la memoria di qusta evoluzione,anche filologica e non soltanto giuisprudenziale.

Nelle attività della pubblica amministrazione,sono i regolamenti che delimitano il campo di intervento delle norme di carattere organizzativo,integrativo e di dettaglio.I regolamenti incidono in maniera significativa sulle vicende amministrative.

I regolamenti sono cosidetti atti-fonte regolamentare ,espressione di un'autorità amministrativa ,che viene assunto senza quelle formalità che lo indichino come regolamentare,a prescindere dalla sua reale...

... rilevanza,come al contrario avviene per una legge,che è tale soltanto se viene approvata dai due rami del Parlamento e promulgata dal Presidnte della Repubblica,qualunque sia il suo contenuto generale o speciale(cfr.Malinconico)

Quindi vediamo che nei regolamenti regionali,può dirsi che l'organo emanante è diverso dall'organo amministrativo che adotta gli atti concreti.(cfr.Malinconico)

La fonte del potere regolamentare.

Negli anni trascorsi,il potere regolamentare,veniva attribuito implicitamente nell'adozione stessa degli atti amministrativi.

Come l'amministrazione può disporre per i singoli casi concreti,essa può prevedere per i casi che presentano le stesse caratteristiche in via generale ed astratta.(Malinconico)

Anche nella stessa Costituzione italiana il potere regolamentre non viene disciplinato,ma ne prevede l'impiego,come recita l'art. 87,dove si attribuisce al Presidente della repubblica il potere di emanare i regolamenti.Emanazione,nel sio significato giuridico,si riferisce alla esternazione con funzione di controllo e di garanzia da parte del Presidente della Repubblica,ovvero di un atto che era anticipatamente proposto e controfirmato dal Governo.

A prescindere da questa analisi,il potere regolamentare per affermarsi deve essere attribuito dalla legge all'amministrazione,non può dunque considerarsi un potere indotto poichè implicito.Questo per il motivo fondante che, ogni potere della pubblica amministrazione,in osservanza del Principio della Legalità e della relativa soggezione dell'atto alla legge,deve essere tipico e tassativo.

 

Quali sono i principi che regolano per l'atto amministrativo e per il pregolamento?

La motivazione(art.3 comma 2,della legge 7 agosto 1990,n.241):La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.

La deducibilità del vizio di violazione dell'atto dell'amministrazione da parte della sentenza:solo la violazione o l'errata applicazione o interpretazione del regolamento dà adito di violazione della legge,da far valere con ricorso per cassazione a norma dell'art.360 c.p.c.

L'efficacia,l'atto entra in vigore immediatamente al momento della sua adozione o al momento della sua conoscenza,per gli atti recettizi,al contrario del regolamento che entra in vigore dopo la vacatio legis(art. 10 delle Preleggi).

Necessitas non habet legem.

Altro fondamento nella costituzione di un regolamento è quello della necessità,poichè l'amministrazione pur sempre mantiene l'obbligo di tutelare l'interesse di carattere pubblico,che non potrebbe subire alcuna interruzione per effetto di una puntuale previsione legislativa.Il potere dell'ordinanza,dunque,si giustificherebbe sulla base della priorità e della necessità operativa.Necessitas non habet legeme,dunque,imporrebbe alla P.A. di adottare provvedimenti urgenti e improcrastinabili tali da considerarsi essi stessi la fonte del potere dell'amministrazione di dettare norme giuridiche.

Il decreto legge (art. 77 della Cosituzione) assolve nella sua funzione di strumento tipizzato,questa elasticizzazione in deroga al principio di legalità.La necessità-come spiega ancora Malinconico-può essere assunta dalla legge ordinaria come presupposto per affidare legittimamente e dunque in conformità ai principi costituzionali e alle riserve di legge ivi contenute,all'amministrazione di disporre anche in deroga a leggi e regolamenti,con il potere di ordinanza in deroga.Si specifica che pur sempre il fondamento rimane pur sempre la legge ordinaria con inderogabile inquadramento della Costituzione.

LA FORMA ESTERIORE DELL'ATTO.

I regolamenti secondo la legge 23 agosto del 1988,n.400,all'art.17,comma 4,che devono recare l denominazione di regolamento,sono adottati previo parere del consiglio di Stato,sottoposti al visto e alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale.

La natura regolamentare di un atto viene palesata nella sua forma esteriore e dal procedimento della sua adoazione.