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CORSERA BP ALGERIA AL QAEDA "LI UCCIDEREMO TUTTI" ATTACCATO IMPIANTO PETROLIFERO 100 OSTAGGI

Algeri 16 Gennaio 2013 Corsera.it

Al qaeda torna a farsi sentire in Algeria.L'impianto petrolifero della British petroleum e' stato attaccato.si parla di centinaia di ostaggi all'interno del campo,che adesso e' circondato dalle forze dell'ordine algerine.Ci sono alcuni morti e decine di feriti.

La risposta di al-Qaeda contro obiettivi occidentali in Africa, o in Europa, è arrivata più rapidamente del previsto, a sei giorni dall'inizio dell'intervento francese in Mali. Quarantuno stranieri sono stati presi in ostaggio da un gruppo armato in Algeria, presso un giacimento di gas operato da Bp insieme alla norvegese Statoil e alla compagnia di Stato algerina Sonatrach. Una ritorsione contro il Governo di Algeri, hanno fatto sapere i militanti, per aver concesso alla Francia il proprio spazio aereo a sostegno dell'intervento militare in corso in Mali. Le notizie dalla base di Tigantourine presso In Amenas – lungo la fascia dei giacimenti di gas vicino al confine tra Algeria e Libia – arrivano frammentate e uniscono diverse nazionalità in questa vendetta che – informazione non confermata - avrebbe preso di mira per primi un francese, ostaggio ucciso insieme a un'altra persona, forse un di Antonella Scott. Con un commento di Roberto Bongiorni - Il Sole 24 Ore -

- E' di un morto e sei feriti il bilancio di un attacco di al Qaeda avvenuto questa notte al sito petrolifero di In Amenas, in Algeria, nei pressi della frontiera con la Libia. Una ventina di stranieri, tra cui 13 norvegesi, sono stati rapiti. Le vittime, in base alle informazioni fornite dal ministero dell'Interno algerino, sono un francese e un britannico. La BP (British Petroleum) ha riferito che uomini armati sono ancora presenti nel sito. L'attacco sarebbe una vendetta per le operazioni antiterrorismo di Parigi in Mali.

Gli ostaggi. 
Inzialmente si era parlato di 41 ostaggi ma alcuni di questi sarebbero stati rilasciati. Si tratterebbe, secondo l'Aps, di lavoratori di nazionalità algerina. Gli ostaggi stranieri sarebbero «poco più d'una ventina», secondo quanto riferito all'Aps da fonti dell'Unità di crisi che, da Illizi, sta seguendo la vicenda. Secondo le medesime fonti, i rapiti sarebbero in maggioranza di nazionalità norvegese, britannica, americana, francese e giapponese. 

Scambio con 100 detenuti. 
I sequestratori dei cittadini stranieri nel campo petrolifero algerino chiedono «la liberazione di 100 terroristi detenuti in Algeria per rilasciare gli ostaggi». Lo ha riferito per telefono all'Afp un dipendente del sito petrolifero che ha chiesto l'anonimato e che assiste alla presa di ostaggi. «Gli assalitori esigono inoltre che questi islamici siano condotti nella regione del nord del Mali», ha aggiunto la fonte. Il ministro dell'Interno algerino, Dahou Ould Kablia, ha smentito che gli autori dell'attacco siano venuti dal Mali o dalla vicina Libia (il confine dista un centinaio di chilometri). Parlando alla tv di Stato, il ministro ha precisato che il gruppo terroristico è composto da una ventina di uomini originari della zona.

«Li uccideremo tutti». 
Prima che il numero di ostaggi si ridimensionasse il quotidiano tedesco di Welt ha detto di aver sentito il leader del Movimento per l'unità e la jihad in Africa occidentale (Mojwa), Omar Oud Hamaha, che ha rivendicato il rapimento di 41 «soldati britannici e francesi» minacciando di ucciderli «uno per uno se gli attacchi dei francesi in Mali non termineranno. Stanno venendo sempre più islamisti da tutta la regione per aiutarci», ha aggiunto.

Parla un rapito. 
I terroristi «ci hanno detto che hanno minato la base», ha detto al sito del quotidiano Le Figaro uno degli ostaggi, la cui nazionalità non viene precisata. «Detengono una quarantina di ostaggi stranieri ma non ci troviamo tutti nello stesso posto», ha spiegato ancora il prigioniero, raggiunto telefonicamente. «Hanno chiesto acqua e viveri per una sessantina di persone, e hanno caricato dei veicoli appartenenti a British Petroleum», ha aggiunto, spiegando che i rapitori sono armati di lanciarazzi.

L'attentato fallito al bus. 
Emergono intanto nuovi dettagli sul grave episodio. Secondo il ministero dell'interno, i terroristi avevano tentato poco prima di impossessarsi di un autobus sul quale viaggiavano degli stranieri diretti all'aeroporto di In Amenas. Fallito il sequestro del bus, i terroristi avrebbero quindi puntato sul campo petrolifero di In Amenas. L'attacco, nei pressi della frontiera con la Libia, è stato rivendicato da Al Qaida, secondo l'agenzia mauritana Ani.

Sospesa l'attività estrattiva. 
Per motivi di sicurezza è stata decisa la sospensione dell'attività estrattiva nel campo petrolifero di Tigantourine. Nel campo lavorano la Sonatrach, la società energetica algerina, con la Bp e la Statoil. È stata intanto istituita una unità di crisi a Illizi, presieduta dal sindaco della città, di cui fanno parte i rappresentanti delle forze di sicurezza impegnate nella ricerca degli ostaggi.